La Fed al Congresso: i tassi non subiranno rialzi, ma ci sono minacce all’orizzonte. Europa e Asia reagiscono bene.

I tassi comunque non subiranno un rialzo, e ciò ha fatto impennare le borse asiatiche ed europee, mentre il dollaro ha toccato i minimi di tre settimane.

Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve, ha riportato il suo resoconto semestrale al Congresso degli Stati Uniti, confermando l’approccio wait and see della Fed, che si mostra ancora paziente nei confronti dei tassi d’interesse, bloccandone il rialzo a tempo indeterminato.

Per Powell l’economia americana resta stabile e in buona salute, ma non viene negata la presenza all’orizzonte di “venti avversi” e “segnali di conflitto”, quali sono le conseguenze dell’instabilità dei mercati europei e della Cina.

L’andamento dei mercati finanziari europei e la loro attuale volatilità sarebbe la causa di una stretta all’espansione, a cui si aggiunge la tensione dovuta ai negoziati sulla Brexit, il cui termine inizialmente fissato a marzo potrebbe venire prorogato.

Nel complesso, come è possibile leggere nel documento ufficiale del Board of Governors of the Federal Reserve System, il mercato del lavoro ha continuato a rafforzarsi, sebbene la creazione di posti di lavoro stia iniziando a rallentare rispetto al 2016. Si tratta in questo caso di valori in lieve contrazione, ma comunque sufficienti ad assorbire l’offerta attuale. A fronte di una crescita più lenta del livello dei salari, la disoccupazione è scesa al 4,1% a Gennaio, mentre l’inflazione è rimasta sotto il tetto del 2% fissato e costantemente monitorato dalla Federal Reserve. Per quanto concerne il rialzo dei prezzi nel lungo periodo, le stime sono ancora stabili.

Il PIL americano è cresciuto con un tasso annuo prossimo al 3% e i consumi sono incrementati, sostenuti dal reddito da lavoro e da una maggiore propensione alla spesa privata. Le attività con l’estero rimangono solide grazie al deprezzamento del dollaro, che è sceso ulteriormente toccando il minimo da tre settimane dopo l’annuncio al Congresso. Di contro, il mercato immobiliare mostra un crollo ai minimi da due anni.

Nel complesso, come sopra accennato, le minacce alla stabilità finanziaria degli Stati Uniti sono moderate e provengono essenzialmente dal resto del mondo.

Per rispondere a un’economia ancora in rallentamento, Powell ha confermato che non verranno momentaneamente elevati i tassi di interesse; tuttavia, nonostante la posizione moderata della Fed, Powell ha affermato che la Banca Centrale è pronta a correggere eventuali dettagli a seconda degli sviluppi economici e finanziari a livello globale. Per finire, il Presidente della Federal Reserve ha dichiarato che la Banca approccerà la gestione del portafoglio titoli acquisito con il Quantitative Easing con la massima flessibilità. In tal senso, verrà annunciato presto un piano per la riduzione degli asset raccolti, pari ormai a 4000 miliardi di dollari.

Dopo i commenti di  Powell, i mercati asiatici hanno reagito con un vistoso rialzo, sfiorando i massimi da cinque mesi. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,5%, Shangai e Hong Kong dello 0,6%.

Anche le borse europee hanno chiuso in positivo dopo l’annuncio della Federal Reserve: Milano a +0,11%,  Parigi +0,13%, Francoforte +0,31% e Madrid +0,25%. Solo la borsa di Londra è rimasta in rosso, riducendo comunque le sue perdite rispetto alla seduta precedente.

La fiducia della Fed, insieme al possibile slittamento del termine per la Brexit, hanno spinto in calo lo Spread tra Btp e Bund, che è tornato sotto i 260 punti. Discorso simile anche per il Btp decennale, che ha chiuso ieri al 2,71%.